L’Italia riforma il mercato iGaming: nuove licenze e regole

Il mercato italiano del gioco online sta entrando nella fase di trasformazione più pesante degli ultimi anni. Verso la fine del 2025 l’autorità di controllo, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), ha messo ufficialmente in moto un nuovo sistema di licenze per casinò online e piattaforme di scommesse. E sì, sta già spostando gli equilibri. Parecchio.

ADM

Il punto chiave? Un taglio netto al numero di licenze. Prima se ne contavano oltre 400. Oggi si scende a circa 50. Una sforbiciata voluta, dichiarata, pensata per rendere il mercato più trasparente, aumentare il controllo sugli operatori e — finalmente — ridurre quelle zone grigie che per anni hanno fatto compagnia al settore.

Secondo molti addetti ai lavori, l’Italia sta dicendo addio al vecchio modello “a strati”, con decine di domini appoggiati alla stessa licenza. Ora ogni licenza è legata in modo rigido a un singolo operatore e a un sito principale. Entrare nel mercato diventa più complicato, certo. Però la fiducia dei giocatori sale. E non è poco.

A rendere il tutto ancora più selettivo ci sono i costi elevati delle licenze e requisiti molto più severi su AML e KYC. Qui non si scherza. Le nuove regole parlano chiaro: questo è un terreno per operatori solidi, strutturati, disposti a investire sul lungo periodo. Chi cerca scorciatoie… forse ha sbagliato paese.

In questo contesto attirano l’attenzione quelle piattaforme che sono nate già pensando a questa nuova realtà regolamentata. Progetti come Manekispin, per esempio, mostrano bene come un casinò online possa adattarsi a regole più rigide puntando su condizioni chiare, bonus controllabili e un’esperienza utente semplice, senza fumo negli occhi. Onesto. Lineare.

C’è chi dice che, nel medio termine, questa riforma porterà a una sorta di oligopolio nell’iGaming italiano. Può darsi. Però per i giocatori significa più tutela, meno caos. Per gli operatori, invece, una sfida diversa: non vincerà chi lancia più brand, ma chi costruisce il prodotto migliore. Punto.

Le previsioni parlano chiaro: già nel 2026 il mercato italiano di casinò online e poker dovrebbe continuare a crescere. Ma in un formato più pulito, più ordinato. Con pochi protagonisti, ben visibili, licenziati e — cosa rara — davvero trasparenti.